|
|
Come
da Torino vedono la Capitale "LA STAMPA" CON LA ERRE MOSCIA Se
qualcuno volesse farsi un'idea di Roma leggendo le pagine di cronaca che
La Stampa di Torino dedica da alcuni giorni alla Capitale,
ne trarrebbe una conclusione prevalente: a Roma è
festa continua nei salotti, si mangia a tutte le ore, si vive in
allegria di notte e di giorno e soprattutto non esistono problemi. A La Stampa interessano solo vip e dintorni e l'umanità
godereccia. Alcuni titoli del 17 maggio: "Movida romana, locali
chiusi alle 2", "Mostre, compleanni e cocktail, giovedì sera
da leoni", "Le nobildonne di scena a giugno". Il
fascicolo si chiama "VivereRoma". Ma è una cronaca con la
erre moscia. Dov'è la città? GRANDI MENTRE DIVENTANO PIÙ PICCOLI Due
anni fa c'è stata l'overdose da Internet. Progetti, investimenti,
pubblicità hanno fatto credere ad una nuova età dell'oro. Poi il
tracollo, le chiusure, i ridimensionamenti. Lazioimprese
invece sta diventando sempre più grande. ROMA CAPITALE DEI MATRIMONI MISTI Il numero dei matrimoni misti in Italia non è ancora elevato, poco più di 13.800 l'anno, il 79,8 per cento riguardanti donne straniere che sposano uomini italiani, ma il cammino della nostra società civile verso una struttura multietnica si può considerare costante, anche se lento. Abbiamo, perciò, il tempo per preparare una mentalità dell'accoglienza che in altri Paesi si è sviluppata talvolta con difficoltà, rassicurando gli italiani sulla salvaguardia delle nostre regole fondamentali, spingendoli così ad accettare le differenze senza timori. E' quanto emerso dal convegno sul tema "Famiglie, matrimoni, fedi religiose nella società multietnica" tenutosi in Campidoglio , con il patrocinio del comune di Roma e dell'assessorato alle Politiche Sociali. La Capitale è dal punto di vista del tema al centro del convegno un osservatorio importante. A Roma ( i dati Istat- Caritas sono fermi al 1997) è stato celebrato il 90 per cento dei 1937 matrimoni misti civili e religiosi di tutto il Lazio, esattamente 1743. Il totale va suddiviso in 958 matrimoni fra italiani che hanno sposato una donna straniera, 317 matrimoni fra una donna italiana e uno straniero e 662 matrimoni fra due stranieri di diverse nazionalità. In prevalenza le donne italiane (e quindi romane) sposano preferibilmente africani, mentre gli uomini rivolgono le loro preferenze verso donne dell'est europeo e dell'America Latina. Seppure l'incidenza degli immigrati in Italia sulla popolazione residente è basso, il 2,9 per cento rispetto al 5,1 europeo, a Roma e provincia la presenza si può considerare cospicua, circa 230.000 immigrati con regolare permesso, 35mila dei quali minori. Di essi, 12.368 frequentano regolarmente le scuole romane e della provincia, dall'asilo in poi. Molto folta la comunità cinese. Un dato significativo, se si considera che in tutta Italia gli studenti stranieri sono complessivamente 140.000. Filippine, Romania, Polonia, Bangladesh, Albania le comunità straniere più numerose nella Capitale. (23-5-02)
ORA NON DIVENTI UN LUNA-PARK di Gian Paolo Chiti
Desaparecido
un ministro della Repubblica Per ordine diretto dell'editore e proprietario Francesco Gaetano Caltagirone, Il Messaggero ha dichiarato l'ostracismo del ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. Il nome del ministro non deve comparire neppure con le iniziali sul giornale di via del Tritone. Gasparri pare sia stato "cancellato" per aver commentato negativamente la fallimentare operazione Blu, il quarto gestore di telefonia mobile, di cui Caltagirone è azionista, restato… immobile per mancanza di clienti. Alcuni giorni fa si è giunti a un paradosso che ha del ridicolo. In Cronaca di Roma compare da sempre una piccola rubrica sulle personalità che arrivano e partono dall'aeroporto internazionale di Fiumicino. Per una pura coincidenza quel giorno l'unico vip a prendere l'aereo era Gasparri. Risultato: la rubrica è apparsa in bianco. (20-5-02) QUANDO
IL TAXI SI CHIAMA DESIDERIO Anche un taxi si può chiamare "desiderio", soprattutto se a Roma lo si prenota da una zona periferica o semiperiferica. Quando la risposta del centralino è sollecita (non tutte le cooperative dispongono di un servizio efficiente), i tempi di attesa variano dagli otto ai dodici minuti, indifferentemente da zona a zona. Sarà per la mancanza di punti di stazionamento nei vari quartieri, sarà perché i taxisti preferiscono non fermarsi in periferia poiché convinti di non avere clienti, sta di fatto che spesso avere un taxi fuori dal centro storico di Roma è un privilegio per pochi. Non è infrequente, se si abita ad esempio in via Monti di Primavalle, o in via del Trullo o addirittura nella residenziale via Sanzeno (zona Cortina d'Ampezzo), sentirsi rispondere che non ci sono macchine a disposizione. L'indisponibilità è pressocchè fissa con la cooperativa 4994. Nessuno dei sei indirizzi, indicati nella tabella a parte, poteva essere servito da un taxi 4994, e solo in tre casi la cooperativa Samarcanda 5551 è stata in grado di assicurare il servizio. Viceversa, con il 3570 è lunga l'attesa media, ma un taxi arriva. Via Montalcini è risultato l'indirizzo con l'attesa più breve: appena 4 minuti, sempre con il 3570. (20-5-02)
L'OCCHIO
ELETTRONICO MULTA ANCHE I DISABILI Dal
primo ottobre 2001, primo giorno ufficiale di attività dei 26 varchi
elettronici, a oggi sono state 650mila le multe contestate agli
automobilisti romani entrati senza permesso nel centro storico e nelle
zone a traffico limitato, per un incasso "presunto" da parte
delle casse comunali di circa 80 miliardi di lire. "Presunto" è
il termine giusto, perché gran parte delle contravvenzioni sono
suscettibili di contestazione. Infatti, l'articolo 7 del Codice della
strada prevede paradossalmente un duplice trattamento sanzionatorio:
secondo il comma 9, se a registrare l'ingresso senza permesso nella Z.T.L
è di persona un vigile urbano, all'automobilista viene comminata una
multa di 32,00 euro (63.510 lire), ma in base al comma 1 dello stesso
articolo 7, se a registrare l'infrazione è l'occhio elettronico, la multa
raddoppia, esattamente 65,00 euro (127,020 lire). Una clamorosa
discrepanza di trattamento, che pone i presupposti per ricorsi
prevedibilmente vincenti. A denunciare con vigore il Campidoglio, la Sta e
il Comandante del Corpo della Polizia Municipale di Roma, è l'Ospol.Per
il sindacato autonomo dei vigili urbani, infatti, il "grande fratello
del Comune" che dallo scorso agosto controlla l'accesso al Centro
storico è un clamoroso flop. Motivi? Multe impazzite, spesso irregolari,
sanzioni raddoppiate per la stessa infrazione, ricorsi ma, soprattutto, il
ruolo del "pizzardone" sempre più svilito e subordinato a
quello degli operatori della Sta, la società che gestisce il sistema
elettronico "Iride". Gabriele Di Bella, segretario romano Ospol,
precisa: "La nostra non è una crociata contro la Sta, ma dal momento
in cui la tecnologia poteva darci una mano, razionalizzando il personale,
siamo rimasti in sole 30 unità algiorno a controllare sul posto 4 dei 26
varchi, gli unici sprovvisti di telecamere. Negli altri funziona solo
l'occhio elettronico di Iride. Credevamo che la gestione di questo
"grande fratello" fosse tutta nostra (come prevede il Dpr
250/99), invece non è così.
Il nostro ruolo è soltanto "subalterno" alla Sta,
l'unica che controlla e verifica tutto il sistema, attraverso un server
centrale che ha sede in via Ostiense. Noi agenti di polizia municipale
dobbiamo firmare i verbali solo dopo aver visionato dei fotogrammi
retrodatati. Insomma, la Sta visiona le immagini in diretta, noi quelle
stesse immagini le vediamo dopo una settimana". Ma perché
"Iride" farebbe acqua da tutte le parti? "Perché sono
arrivate multe anche agli utenti muniti di permesso, compresi i disabili. (20-5-02)
SHOPPING
DOMENICALE, SOPRATTUTTO
AL CENTRO Shopping domenicale? Ora si può. Almeno nel centro storico di Roma. Un sondaggio effettuato su un campione di 41 esercizi, tra via del Corso, via Frattina, Via Condotti, via Borgognona e via del Babuino, il cuore commerciale della Capitale, ha dato questo risultato: 31 negozi regolarmente aperti di domenica e appena dieci con saracinesche abbassate. Particolare non irrilevante, anche le grandi griffes si allineano agli esercizi meno famosi. "E' la conferma che Roma sta diventando una vera capitale europea - dice soddisfatto Gianni Riposati, presidente dell'Associazione ' Quelli della Domenica' -. L'apertura domenicale è facoltativa ma stimola il turismo e crea nuovi posti di lavoro. Dopo quindici anni di battaglie è un successo. Le polemiche delle commesse? Sono marginali e tutte provenienti da aziende non sane".(20-5-02)
IL PARCHEGGIO DI PIAZZA COLA DI RIENZO Il parcheggio multilivello di piazza
Cola di Rienzo a Roma si farà. O almeno così spera il comune, che intanto ha
inviato il progetto alla Regione per la verifica della compatibilità ambientale.
Il parcheggio rientra nel Pup (piano urbano dei parcheggi) che prevede 730
interventi sul territorio romano e data 1989. Finora ne sono stati avviati e
realizzati 37, 60 sono in attesa. Il costo del multilivello di piazza Cola di
Rienzo sarà di circa 40 miliardi. La struttura sarà completamente interrata nei
suoi cinque piani e dovrebbe ospitare 768 vetture, in una delle zone più
commerciali della Capitale. Ma si prevede più di un anno di lavori a cielo
aperto e questa è la cosa che più preoccupa cittadini e commercianti, che già
annunciano barricate. I cittadini temono per la stabilità dei loro appartamenti,
i commercianti per la prevedibile diminuzione degli affari, eventualità che
sarebbe mitigata con indennizzi per gli esercizi che si affacciano sulla
piazza.. Gli ambientalisti sono rigorosamente contrari al
progetto. (30- 2 - 2001) HANNO DETTO Roberto Vernarelli (presidente del
XVII Municipio) : "Appena mi sarà consegnato il progetto lo sottoporrò agli
abitanti di piazza Cola di Rienzo e dintorni. E se loro saliranno sulle
barricate, io sarò solidale e farò lo stesso. Anche in via Oslavia si lotta
contro la costruzione di 300 box auto e da tre anni la strada è dimezzata.
Quindi i dubbi sui tempi di realizzazione sono molto fondati". CONTINUANO A CHIUDERE LE
VECCHIE BOTTEGHE Continua la moria di negozi antichi e storici nel centro della Capitale. Fra fallimenti, pochi, e sfratti, la maggioranza, angoli tradizionali della vecchia Roma scompaiono o sono sul punto di scomparire. Intanto, lo storico laboratorio del grande sarto Valentino in piazza Mignanelli fra breve dovrà traslocare altrove, causa sfratto. Anche il famoso Roland's , noto per i suoi cachemire e foulard dipinti a mano, lascerà il posto. Pare a favore della maison Dior, che sbarca a Roma. In sordina hanno chiuso Dolce e Gabbana in via Borgognona. Serrande abbassate per il negozio La Perla in via Condotti. Restyling completo per il famoso bar Frattina, rischio di chiusura per Vanni, avendo la Regione messo in vendita l'immobile che ospita il bar. In via del Babuino l'antica bottega Lefebvre e l'amtiquario Lampamti potrebbero scomparire. In via Condotti 57 ha chiuso un noto, piccolo negozio di cravatte di pregio. A causa dei fitti alti e degli sfratti, molti piccoli commercianti, che però sono testimonianza della storia di Roma chiuderanno i battenti. Negli ultimi mesi sono stati 24 i trasferimenti ufficiali di negozi dal centro in altre sedi, quindici le richieste pervenute al Comune per ampliamenti. Queste richieste sono state presentate soprattutto da grandi gruppi, Trussardi e Prada in via Condotti, Foot Loacker e Mandarina Duck in via Borgognona. D'accordo il centro storico commerciale si rinnova, ma la scomparsa di tanti negozi della tradizione romana non può essere considerato certamente un evento positivo. (30 - 2 - 2001)
|