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SGUARDI E IMMAGINI. FOTOGRAFIA A TORINO 1980-2000

di Susanna Paparatti

Venti anni di scatti rubati in strada, in fabbrica e campagna, fra le pareti di un carcere, fra gli scorci metropolitani che vorticosamente passano davanti ai nostri occhi, spesso, senza lasciare traccia. Una rassegna tutta torinese che prende via dall'ultimo libro studio di Marina Miraglia, dal titolo 'Il 900 in fotografia e il caso torinese'. Il volume, diviso in due parti, racconta nella prima il periodo compreso dagli inizi del secolo fino agli anni Quaranta, mentre i successivi capitoli affrontano i primi anni Cinquanta fino alle più attuali testimonianze di vita quotidiana. Sono gli scatti di Stefano Bricarelli e Mario Gabinio a caratterizzare gli anni '20 e '30, poi le fotografie di Carlo Mollino, le immagini delle città devastate dalla guerra, le contestazioni degli anni Sessanta, le fotografie di impronta antropologica di Ando Gilardi e Paola Agosti, gli scatti di Paolo Pellion con gli spaccati artistici degli anni Settanta e le foto-opere di Paolo Mussat. Il volume si conclude con le realizzazioni più recenti di giovani che usano la fotografia quale mezzo espressivo della propria arte. La raccolta esce a dieci anni dalla precedente pubblicazione dedicata alla fotografia subalpina del XIX secolo, dal titolo 'Culture fotografiche e società a Torino', opera della stessa autrice che ha realizzato entrambe le pubblicazioni commissionatele dalla Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris, pubblicate dalla Hopefulmonster. In concomitanza con la presentazione l'inaugurazione della mostra presentata dall'Istituto Nazionale per la Grafica nei saloni di Palazzo Fontana di Trevi, sino al 15 luglio: una interessante e nutrita rassegna di immagini, a colori e in bianco e nero, eseguite dai maggiori esponenti del settore operanti nel capoluogo piemontese. L'esposizione a cura di Serenita Papaldo e Maria Francesca Bonetti si accosterà, per tutta la durata della mostra, ad appuntamenti settimanali con l'enogastronomia. Il mercoledì dalle ore 15.30 alle 23.00, oltre agli 'scatti' si potranno conoscere i prodotti tipici e di qualità del Piemonte, dai vini, ai formaggi, dalle nocciole alla cioccolata. L'iniziativa nasce dalla collaborazione con la Confagricoltura è si protrarrà per tutta la durata della mostra.

Istituto Nazionale per la Grafica
Palazzo Fontana di Trevi, via Poli 54
Fino al 15 luglio
Orario tutti i giorni dalle 15.30 alle 20.30, mercoledì dalle 15.30 alle 23.00 - giornata dedicata alla degustazione dei prodotti tipici piemontesi
Ingresso 10.000 lire intero (mercoledì 16.000 ) e 7.000 ridotto (mercoledì 13.000)
Guida in mostra della Hopefullmonster
Informazioni allo 06/692050205

L'ARTE DEI BRONZETTI NEL QUATTROCENTO A PADOVA

di Susanna Paparatti

E' ancora una volta Padova a celebrare, dopo Giotto ed il Trecento, l'arte di un fiorentino d'eccezione come Donatello che nel secolo successivo diede vita alla scuola del bronzetto che, proprio in questa città, raggiungerà elevate e raffinate vette. La mostra in corso a Palazzo della Ragione, intitolata "Donatello e il suo tempo. Il bronzetto a Padova nel Quattrocento" annovera un centinaio d'opere giunte da collezioni pubbliche e private, da chiese, da musei italiani ed esteri, a ben illustrare l'arte rinascimentale del bronzetto. Fra queste realizzazioni alcune di Donatello create appositamente per la Basilica di Sant'Antonio. Furono proprio i Frati della Basilica che nel 1443 lo chiamarono per realizzare il Crocefisso e l'Altare: di questo due meravigliose formelle, dove figure e prospettiva si sposano sapientemente, sono eccezionalmente esposte per la prima volta al di fuori del Santuario. Padova, come Firenze, furono dunque protagoniste della nascita, e dell'affermazione, di questo fenomeno artistico che vedeva, nel bronzetto, preziosismo ed eleganza. In particolar modo Padova divenne fulcro irradiante del linguaggio cinquecentesco nell'Italia del Nord. Fu, infatti, a seguito di Donatello che si formarono le basi di quella scuola di scultori padovani, fra i quali Bartolomeo Bellano, giovane collaboratore di Donatello. La sua arte doveva rifarsi ai modelli tradizionali locali e ricalcava l'espressionismo naturalistico del Maestro. Al Bellano si deve fra l'altro il Monumento Roccabonella nella chiesa di San Francesco, lavoro portato a termine da un altro grande dei bronzetti: il trentino Andrea Brioso detto il Riccio, operante a Padova sino alla morte avvenuta nel 1532. Le sue opere prese come modello per lungo tempo, erano sculture dalle dimensioni ridotte ed oggetti d'arte applicata che ripercorrevano lo spirito dell'antichità. Figure mitologiche, satiri, animali, tutto era rifinito con mano precisa, da gioielliere. Del Brioso, che si cimentò anche con la scultura di maggiore scala, il gran candeliere per il cero pasquale , sempre per la Basilica del Santo. Tutte le opere presenti in mostra evidenziano la volontà di conservare, seppure utilizzando oltre il bronzo la terracotta ed il marmo, le caratteristiche della scuola padovana del bronzetto avviata da Donatello. Fra questi Vincenzo e Gian Gerolamo Grandi, proprietari di una bottega fra le più rinomate, divisero la loro attività fra scultura e bronzi, tra Padova e Trento. Quanto era realizzato a Padova, per opera di artisti come Agostino Zoppo, Giovanni Maria Mosca e Tiziano Minio, sottolineava la peculiarità dell'arte padovana, classica e realista, molto diversa da quanto si vedeva a Venezia: qui infatti, dopo il classicismo dei Lombardo, si abbraccerà il manierismo attraverso il Sansovino e la sua scuola. A Padova, invece, altri artisti toscani diedero ancora il loro apporto con elementi innovativi; fra questi Bartolomeo Ammannati e Danese Cataneo. In mostra oltre le opere grandi e piccole, spesso commissionate da collezionisti dell'epoca, direttamente da Londra, dove è ricomparso sul mercato, il Putto alato di Donatello, da molti inteso quale allegoria della vittoria dell'amore sul peccato. A completare la mostra un itinerario cittadino illustra la produzione bronzea presente in città.

Padova, Palazzo della Ragione
Fino al 15 luglio 2001
Orario: 9.00/19.00
Ingresso 10.000 lire, ridotto 8.000
Catalogo Skira in sede

I NUOVI FONDI DEL LOTTO GUARDANO AL MERIDIONE

di Susanna Paparatti

Sono sostanzialmente due le novità relative alla presentazione del Piano Pluriennale del gioco del Lotto 2001-2003, presentato alcuni giorni fa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali; una riguarda la possibilità di usare, per la prima volta, proventi del Lotto per interventi di restauro e riqualificazione del paesaggio, l'altra è la presentazione del primo Piano Pluriennale per l'archeologia. L'intero pacchetto Lotto prevede uno stanziamento di 1.000 mld., compresi i 100 attribuiti al Ministero dalla legge finanziaria 2001, per 243 interventi di restauro: 212 sul patrimonio storico-artistico, architettonico, archeologico e su beni archivistici e librari, 31 su progetti di riqualificazione paesaggistica. Numerose le regioni che hanno sottoscritto Accordi di programma Quadro con il Ministero che ha previsto finanziamenti del lotto anche per le regioni a Statuto speciale, Sicilia, Trentino e Valle d'Aosta. Per queste, che gestiscono direttamente i beni culturali, il precedente Piano del Lotto 1998-2000 non ha funzionato come nelle altre regioni. Su 206 interventi di restauro, per 900 mld. complessivi, 43 sono stati conclusi, 42 sono in via di ultimazione, 75 in avanzata fase di realizzazione e 46 ancora in affidamento e purtroppo quasi tutti riguardavano la Sicilia. Nel Piano recentemente illustrato si segnala per il Piemonte, il recupero delle Residenze Sabaude - dalla Reggia Venaria ai complessi di Stupinigi, Villa della Regina; in Lombardia Palazzo Citterio a Milano, che nel progetto della grande Brera, dovrà ospitare le opere del '900, il Duomo di Pavia, il Castello di Vigevano, il Museo Archeologico di Mantova; in Toscana proseguiranno gli interventi ai Nuovi Uffizi a Firenze e, a Pisa, il recupero e la musealizzazione delle celebri Navi Romane; Palazzo Ducale e Duomo ad Urbino, per le Marche, mentre in Umbria è in calendario a Perugia il raddoppio degli spazi della galleria Nazionale dell'Umbria. Importante l'elenco degli interventi per la capitale , con la prosecuzione dei lavori a Palazzo Barberini- Galleria Nazionale di Arte Antica-, Villa Poniatowski, Palazzo della Civiltà Italiana all'Eur - sarà la sede del nuovo Museo dell'Audiovisivo- il Pantheon ed il Complesso del Vittoriano, aperto al pubblico da pochi mesi. Poi nel Lazio lavori all'Abazia di Fossanova a Priverno, all'Abbazia di San Nilo a Grottaferrata, anch'essa già interessata da una serie di interventi gli anni scorsi ed il Parco Archeologico di Vulci, in provincia di Viterbo. Particolare attenzione è stata riservata al Mezzogiorno che potrà integrare con questi nuovi fondi del Lotto realizzazioni in parte avviate con il precedente triennio dei finanziamenti del Piano del Lotto. Ad esempio la Campania , attrice di un accordo di programma quadro per un importo di 750 mld. , sono previsti importanti restauri nei complessi architettonici ed archeologici tra i quali la Reggia di Caserta e l'area dei Campi Flegrei con i lavori al Castello di Baia. La cura riservata al meridione prevede inoltre la possibilità di accedere , grazie anche all'attuazione di specifici Accordi di Programma Quadro fra Ministero e Regioni, al cofinanziamento dei fondi strutturali comunitari. In Puglia, poi, un ulteriore finanziamento del Ministero, con la legge 444/98 per il restauro del Teatro Petruzzelli di Bari. Passando sul fronte del paesaggio, interessato per la prima volta dai fondi del Piano del Lotto, sono previsti 4.5 mld. per avviare una serie di studi preparatori su due tipologie di interventi: riqualificazione dei contesti mediante la progettazione architettonica ed urbanistica di qualità; restauro dei paesaggi di eccellenza danneggiati. Nella prima categoria le aree industriali dimesse ed il recupero dei centri storici, parchi urbani e riqualificazione dei paesaggi costieri deturpati e danneggiati. Nella seconda, gli interventi sui paesaggi agrari. 374 mld. sono invece quelli riservati al Piano Pluriennale per l'Archeologia con cantieri su tutto il territorio nazionale in siti e musei. Dell'intera cifra una parte dei fondi proviene dalla legge 400/2000 con 52 mld., poi il piano del Lotto 2001-2003, con 131.590 milioni e 190.631 milioni dalla programmazione ordinaria del Ministero per il triennio in questione. Di rilievo gli interventi previsti a Roma, dalla Villa dei Quintili alla Domus Aurea, entrambe interessate dai fondi e dagli interventi passati, in Campania la cinta muraria di Paestum, le Terme di Pompei ed il Parco Archeologico di Velia nel Cilento; in Puglia i giacimenti paleontologici di Altamura, in Sardegna i complessi nuragici, in Basilicata il Parco Archeologico di Venosa, in Calabria quello archeologico di Sibari. Interventi previsti nel programma triennale del Lotto 2001-2003

1 - Beni Architettonici Artistici e Storici 95
2 - Beni Archeologici 35
3 - Archivi 22
4 - Biblioteche 20
5 - Interventi nelle Regioni a statuto speciale 40

Totale interventi 212
Progetti di riqualificazione del paesaggio 31

Il nuovo programma si aggiunge al precedente 1998-2000 che aveva stanziato 900 mld. per 206 interventi.

 

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