Sgombero del campo nomadi Casilino 700: scoppiano le polemiche
di Il Messaggero
È in corso dall'alba di stamani l'abbattimento e lo sgombero del campo nomadi abusivo Casilino 700, in via dell'Aeroporto a Roma, nella zona adiacente il parco di Centocelle. Sul posto la polizia di stato, coordinata da Raffaele Clemente, il presidente del Municipio VII Roberto Mastrantonio, il personale dell'ufficio decoro urbano Campidoglio per l'assistenza ai nomadi, militari dell'esercito e personale dell'Ama. Un sopralluogo del corpo forestale nei giorni scorsi ha fatto emergere numerosi reati ambientali provocati dallo sversamento sul terreno di inquinanti come amianto, olii inerti e altri rifiuti speciali.
«Stiamo procedendo per moduli - ha spiegato Clemente - il campo è diviso in tre diverse aree. La zona è stata cantierizzata e delimitata con nastro rosso perchè ci sono mezzi pesanti in movimento per l'abbattimento delle baracche, una ottantina circa, per evitare rischi alle persone. Per il momento stiamo abbattendo un terzo delle baracche». Ancora incerti invece i numeri dei nomadi presenti nel campo abusivo. Secondo un precedente censimento in quel campo vivrebbero circa 300 persone tra questi molti i minorenni. «Il personale del Comune di Roma - ha spiegato il dirigente della polizia di Stato - è presente per offrire assistenza a donne e bambini oltre a garantire l'eventuale rimpatrio assistito a quanti lo richiedessero».
Intanto da ieri è polemica negli ambienti politici, dopo la diffusione di un documento nel quale si segnalava il malumore di esponenti del Pdl più a contatto con il territorio per i tempi e le modalità del piano nomadi voluto dal Campidoglio. Subito dopo la diffusione, sono fioccate critiche e smentite da parte di alcuni consiglieri e assessori municipali secondo i quali «La notizia secondo cui avremmo firmato un fantomatico documento di attacco al Sindaco e al Pdl è destituita di ogni fondamento».
Mentre secondo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno «è stato fatto il punto della situazione e tutto procede bene» per Daniele Ozzimo, il consigliere Pd e vicepresidente della Commissione politiche Sociali del comune di Roma «Questo è uno sgombero confusionario ed improvvisato. Se lo sgombero di Casilino 900 verrà svolto con la stessa procedura di quello messo in atto oggi per Casilino 700, meglio che tutto resti com'è ponendo fine alla barzelletta sullo spostamento che vede i romani e le comunità rom prese in giro ormai da mesi. Forse questa operazione è stata resa urgente dall'appello dei consiglieri municipali del Pdl e rischia di determinare una situazione ingovernabile ai danni di coloro che avevano incominciato un processo di integrazione nel tessuto sociale e dei cittadini romani. La smetta il Sindaco di fare proclami e venga in aula a riferire quali sono le intenzioni dell' amministrazione di destra rispetto le politiche sui campi nomadi.
Da mesi il Consiglio comunale attende di conoscere il Piano nomadi. Da mesi aspettiamo la convocazione del consiglio straordinario richiesto formalmente dal gruppo consiliare del Pd a maggio»
A lamentarsi della situazione anche Roberto Mastrantonio, presidente del Municipio VII: «Non siamo stati avvertiti di questo sgombero. Forse questa operazione è stata fatta dopo il sollecito dei consiglieri del Pdl sulla questione nomadi. Avevamo chiesto l'inserimento nel piano di trasferimento elaborato dal prefetto anche per questo campo, avevamo chiesto l'apertura di un tavolo di confronto con scuole, associazioni e Municipio. La richiesta era stata reiterata 10 giorni fa e invece nulla».
Un plauso alla Questura di Roma per l'operazione di sgombero arriva invece da Fabrizio Santori (Pdl), presidente della commissione Sicurezza del comune. «Le sollecitazioni e le segnalazioni dei cittadini sul costante aumento del numero dei nomadi nel quadrante della città compreso tra i Municipi VI, VII e VIII rendevano questo sgombero particolarmente atteso dalla gente, soprattutto a causa dell'impennata della quantità di furti e rapine, ma anche per i fenomeni di degrado ambientale che minacciavano l'intera zona. Questa operazione ben si colloca nell'attenta e sensibile politica dell'amministrazione Alemanno verso la questione nomadi, volta a dare una sistemazione definitiva all'assetto dei campi autorizzati a Roma, con strutture ricettive adeguate a dare la giusta accoglienza a coloro che si mettono in regola con la legge. Ancora una volta dal sindaco Alemanno arrivano risposte concrete alle attese dei cittadini romani».
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