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Dagli Usa all'Australia, 350mila laziali all'estero
di City

Scappare con la tradizionale valigia di cartone per cercare fortuna e soldi all’estero: un destino per migliaia di persone negli anni dal ’50 al ’70, un destino che tuttora accomuna 4 milioni di italiani, quasi 350mila laziali. L’unica differenza è che allora a fuggire erano soprattutto i più poveri, in cerca di un riscatto. Oggi stiamo vivendo una seconda ondata di emigrazione, che è quella intellettuale. È quello che emerge dalla V conferenza regionale dell’emigrazione Lazio nel mondo, che si è conclusa ieri. Con Roma capitale delle emigrazioni al primo posto, i laziali scappati all’estero sono i terzi in Italia (dopo siciliani e campani). Le loro mete preferite? Le Americhe (62%), soprattutto Brasile, Argentina e Stati Uniti, l’Europa (28%), in particolare la Francia, ma anche l’Australia (2,1%) e il Sud Africa (1,1%).

Il ruolo delle associazioni
Basti pensare che ad oggi sono circa 100 le associazioni regionali di emigranti laziali riconosciute e iscritte al Registro della Regione Lazio, di cui 15 in Europa, 27 in Australia, 19 in Sud America, 5 negli Stati Uniti, 35 in Canada, 1 in Sudafrica. Come dire: non siamo soli nel mondo. Miriam Cipriani, direttore dei Servizi sociali della Regione Lazio, ha confermato che proprio le associazioni possono “riavvicinare le nuove generazioni alla propria regione d’origine”. Un pizzico di impegno ce lo metterà anche la Regione stessa, che creerà uno spazio nel sito e una newsletter dedicata agli emigranti.

Una risorsa da sfruttare
Il mondo dell’emigrazione non è più una realtà da assistere, ma anzi potrebbe aiutare il Paese: lo conferma il fatto che la Regione stia firmando una convenzione con la regione di San Paolo in Brasile, dove sono concentrati più romani e laziali, per finanziare insieme film coprodotti. “Sperando – sono le conclusioni – che emerga oltre all’aspetto industriale anche quello culturale”.

 
 
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