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Torna alla luce sulla Prenestina la casa dei Tarquini
di IlGiornaleItaloAmericano

L’archeologo Dott. Stefano Musco ha riportato alla luce la casa del “Rex” di Gabii, probabilmente il tiranno legato alla famiglia dei Tarquini. La reggia dei Tarquini si trova al XII° miglio della antica via Prenestina a sud di Roma. Dopo quattro mesi di scavo, con un costo variabile di circa 60mila euro, Musco ha fatto riemergere questa antica dimora. L’edificio è la prima struttura abitativa di età arcaica che viene ritrovata in Italia, ha mura integre che hanno un’altezza variabile di circa due metri. La reggia si trova in cima ad una collinetta in un area di circa settanta ettari dell’Agro Romano. L’edificio è in ottimo stato di conservazione in quanto, dopo la fine della monarchia dell’antica Roma fu sepolto sotto grandissime pietre e terra.

Reggia dei Tarquini

Sono state rinvenute lastre di terracotta con sopra dipinto il mito del Minotauro, questo è un indizio che questa era la dimora del re, infatti le stesse decorazioni sono presenti nella residenza romana di Servio Tullio al Foro Romano. Il Soprintendente per i Beni Archeologici di Roma, Dott. Angelo Bottini ha dichiarato:,”E’ un rinvenimento di straordinaria rilevanza scientifica, perché ci restituisce un edificio che era destinato certamente alla residenza di un personaggio della massima importanza della Gabii del IV secolo avanti Cristo. Sulla base delle fonti -conclude Bottini- possiamo ipotizzare che si tratti dell’ultimo re di Gabii”. Il Sottosegretario ai Beni Culturali, On. Francesco Giro ha così commentato: ”Anche in seguito a questo straordinario ritrovamento intendiamo intensificare gli scavi. Immaginiamo che in questa zona ci fosse la Regia dei Tarquini e, quindi, il Governo, il ministero dovrà impegnarsi a stanziare ulteriori fondi”. Il Prof. Marco Fabbri, dell’Università di Tor Vergata ha così commentato la scoperta: ”Quando inizia la dinastia dei Tarquini a Roma, lo stesso accadde qui. Se a Roma c’è il potere centrale, Gabii è una sorta di città vassallo ma anche dotata di un’identità forte di centro culturale. Con i Tarquini, la città di Gabii diventa un centro del potere parallelo a Roma. Con la Repubblica tutto cambia, e gradualmente a Gabii inizia la decadenza. Gabii finisce in epoca tardo antica. Nel Mille è già abbandonata. Eppure la casa del rex non viene distrutta ma seppellita nel tumulo”. Prosegue il Prof. Stefano Musco:” Di strutture ben conservate non ce ne sono a Roma, tutto ciò che a Roma è riferibile a quest’epoca è stato spianato e distrutto. Gabii invece restituisce l’opportunità di indagare una fase della storia che a Roma è impossibile”. La scoperta, come quasi sempre, è avvenuta a seguito di una ricognizione “sul campo”. Fatta dall’Archeologo Stefano Musco, che nel settembre del 2009, camminando nei pressi del sito archeologico, ha trovato una mano di terracotta; così racconta l’inizio della scoperta:” Ho pensato subito che fosse un ex-voto e che quindi lì sotto ci fosse un santuario forse dedicato al dio Apollo. Invece è emerso tutt’altro”. Seguirono mesi di indagini e saggi di scavo sino alla scoperta di oggi. Il Dott. Musco si dice convinto che questo sito sia la dimora dei Tarquini: ”Noi siamo certi che questa è una dimora del re di Gabii, per la posizione elevata delle sue strutture, il luogo dove fu edificata sulla collina che guarda la città e per la tipologia planimetrica tripartizione nota per essere un elemento caratterizzante degli edifici gentilizi.

Probabilmente è un nucleo di un complesso abitativo più ampio. L’eccezionalità della conservazione sta nel fatto che ad un certo punto è stata seppellita dopo che sia stato smontato il tetto. Probabilmente l’avvento di un nuovo assetto politico-istituzionale. D’altronde la Casa dei Tarquini a Roma è stata distrutta”. Gabii ai tempi della monarchia dell’antica Roma, fu una importantissima città latina il cui potere si estendeva per tutta la bassa Valle del fiume Aniene. Anche lo storico Tito Livio menziona la reggia di Gabii nel capitolo dove racconta la fine dei Tarquini e del passaggio alla fase repubblicana. Nelle prossime campagne di scavo si cercherà di recuperare le lastre del tetto che sono decorate.

 
 
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