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Addio a Van Wood, muore a 83 anni l'ultimo «pezzo» del trio Carosone
di N.F. per Corriere del mezzogiorno

Se ne va l'ultimo pezzo del trio Carosone. È morto a 83 anni, Peter Van Wood, astrologo e chitarrista. Prima autore, cantante, poi esperto di stelle. Con Gegè Di Giacomo aveva accompagnato l'autore di «Tu vuo' fa l'americano» in tutto il mondo.

L'olandese d'Italia - Nato all'Aia, cominciò a suonare la chitarra a 14 anni e grazie al suo talento e alle sue capacità tecniche riesce a farsi ammettere, nonostante l'età giovanissima, al Conservatorio Reale d'Olanda. Contemporaneamente ascolta e studia i chitarristi di jazz americani e, finiti gli studi, si mette subito a suonare in piccole formazioni. A diciannove anni già si esibisce in Inghilterra sia come solista di musica classica che come chitarrista jazz.

Da solista al trio con Carosone - Concerti al Palladium di Londra, alla Carnegie Hall di New York, all'Olimpia di Parigi e in altri celebri teatri e music hall. Poi anche premi: ormai specializzato a filtrare il suono della chitarra attraverso effetti speciali come l'eco, il riverbero e altri marchingegni, vince a Lisbona il concorso internazionale di chitarristi, piazzandosi al primo posto fra oltre 600 concorrenti. Lo sbarco in Italia alla fine degli anni Cinquanta. Peter Van Wood entra nel trio di Renato Carosone, con Gegè Di Giacomo alla batteria, col quale incide numerosi dischi di successo. Popolarissima diventa Butta la chiave, un brano nel quale si rivolge cantando a una donna che non vuol farlo entrare in casa e, con la chitarra, riproduce le risposte di lei.

Conquistato dalle stelle - Alla fine degli anni Sessanta alla musica affianca un'altra passione, quella per l'astrologia, e scrive rubriche e oroscopi sui giornali più popolari dell'epoca. Nello stesso periodo apre a Milano un locale, l'Amsterdam 19, dove si esibisce nella doppia veste di cantante-chitarrista e di astrologo. Nel 1982 incide la sigla del programma televisivo La Domenica Sportiva. È tornato alla ribalta nel mondo televisivo italiano con la partecipazione alla trasmissione Quelli che il calcio, condotta all'epoca da Fabio Fazio. Sulla falsariga del suo cognome, in senso ironico, viene creata una squadra calcistica chiamata Atletico Van Goof.

 
 
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